OBTri: Presentato a Roma l'Albero della vita dei Biologi in un convegno organizzato da FNOB alla presenza del Presidente Sen. D'Anna e dalla Presidente OBTri Dr. Lucia Zanatta

L'Albero della Vita dei Biologi è uno strumento digitale e interattivo ideato dalla Dott.ssa Lucia Zanatta, Presidente dell'Ordine dei Biologi del Triveneto, per orientare studenti e neolaureati nel vasto mondo delle professioni legate alla biologia.
Finalità del Progetto
Presentato ufficialmente in contesti istituzionali come il convegno FNOB a Roma (febbraio 2025) e in eventi più recenti nel marzo 2026, il progetto nasce per:
  • Colmare il gap informativo: Molti laureati tendono a focalizzarsi solo su ambiti noti, come la nutrizione, ignorando oltre 80 tipologie di professioni esistenti.
  • Guidare le scelte: Aiutare i giovani a compiere scelte consapevoli basate su passioni e interessi personali.
  • Valorizzare il ruolo del biologo: Promuovere la figura del biologo come "custode della vita" presso un pubblico generalista.
 

Contenuti e Struttura

L'Albero è strutturato come una mappa interattiva dove ogni elemento ha un significato simbolico e funzionale:
  • Le Foglie: Ogni foglia dell'albero rappresenta una specifica professione o specializzazione.
  • Materiale Multimediale: La mappa è arricchita da video e testimonianze di 78 professionisti ed esperti che descrivono le proprie esperienze e i percorsi necessari per ogni settore.
  • Percorsi di Carriera: Offre strumenti pratici per comprendere come evolversi professionalmente in un settore scientifico in continuo cambiamento.
  • Puoi esercitarti liberamente in questo link https://alberodeibiologi.net/
Il progetto ha visto la collaborazione scientifica del Prof. Fani dell'Università di Firenze e il supporto tecnico della ditta AK per la progettazione digitale.
 

ABV: Nel solco della Laudato si’. Accogliere i limiti – “Il cibo e il suo spreco”. Segui il convegno su you tube

 

Venerdì 6 febbraio, a Padova, presso la casa dei missionari comboniani, si è tenuto il primo incontro del nuovo ciclo “Nel solco della Laudato si’”, intitolato “Accogliere i limiti”. L’iniziativa si inserisce nel terzo anno di un percorso di riflessione che, partendo dalla necessità di cambiare modello di sviluppo, propone ora una strada concreta: riconoscere e accettare i limiti dell’essere umano e della creazione come condizione per un futuro più giusto e sostenibile.

La serata è stata dedicata al tema del cibo e dello spreco alimentare nell’era del cambiamento climatico, affrontato da tre prospettive complementari.
Il Prof. Davide Pettenella ha analizzato i meccanismi di produzione, logistica e consumo del cibo, mettendo in luce dove nascono gli sprechi e quali buone pratiche possono ridurli.
Massimiliano Monterosso ha presentato esperienze concrete di recupero e redistribuzione delle eccedenze alimentari, mostrando come sia possibile costruire reti solidali tra territorio, economia e ambiente.
Infine, la Prof. Francesca Marin ha sottolineato la dimensione etica del problema: limitare gli sprechi non è solo una scelta pratica, ma un vero e proprio atto di cura verso le persone, soprattutto le più fragili, e verso il pianeta.

A fare da filo conduttore all’incontro è stato anche il pensiero di papa Francesco, che già nel 2015 ricordava come il problema della fame non sia la mancanza di cibo, ma l’inequità, cioè un’ingiusta disuguaglianza generata da un sistema economico che privilegia il profitto e la speculazione. Senza affrontare queste cause strutturali, ha ricordato il Papa, non è possibile risolvere davvero il problema.

Accogliere i limiti, dunque, significa ridare misura ai nostri consumi, riconoscere che non possiamo continuare a sfruttare persone e risorse come se fossero infinite. Come ha spiegato padre Gaetano Montresor, questo terzo anno del percorso invita a darsi dei limiti non per rinunciare al benessere, ma per vivere meglio tutti, in modo più equo e rispettoso del Creato.

Guarda gli interventi della serata su you tube

Il cammino proseguirà nei prossimi mesi con altri tre incontri dedicati all’acqua, all’energia e al legame tra salute umana e salute dell’ambiente, continuando a intrecciare riflessione, etica e responsabilità concreta.

PROGRAMMA DEI PROSSIMI INCONTRI

Venerdì 20 marzo 2026 – Effetto del cambiamento climatico sulle risorse idriche: come proteggerle e come proteggerci
Venerdì 17 aprile 2026 – Consumi energetici e clima. L’impatto del digitale
Venerdì 22 maggio 2026 – Cura della persona e salvaguardia dell’ambiente in ottica One Health

 

UNESCO: Confronto tra i fiumi Brenta, Piave e Tagliamento, per analizzare le principali criticità ambientali, sociali e gestionali legate alla regolazione dei deflussi. Possibilità di scaricare le registrazioni

La Fondazione Benetton e l’UNESCO Chair Water, Heritage and Sustainable Development dell’Università Ca’ Foscari di Venezia hanno promosso una giornata di studio dedicata al confronto tra i fiumi Brenta, Piave e Tagliamento, con l’obiettivo di analizzare le principali criticità ambientali, sociali e gestionali legate alla regolazione dei deflussi nei bacini idrografici del Nordest italiano. L’incontro, svoltosi a Treviso il 27 novembre scorso presso Palazzo Bomben, prende in esame tre casi emblematici — il progetto di un invaso nella valle del Vanoi, le casse di laminazione nel medio corso del Piave e gli interventi di regimazione del Tagliamento — che da anni alimentano un acceso dibattito pubblico.

Tali interventi vengono interpretati come espressione di visioni progettuali ancora ancorate a modelli vetero-modernisti, ritenuti inadeguati ad affrontare la complessità dei sistemi fluviali e incapaci di confrontarsi in modo costruttivo con le alternative sviluppate in ambito tecnico-scientifico. Inoltre, queste impostazioni risultano poco sensibili ai profondi cambiamenti imposti dagli attuali scenari globali, in particolare quelli legati alla crisi climatica e alla crescente fragilità degli ecosistemi.

Nel contesto del Nordest italiano, la necessità di garantire la sicurezza idraulica si scontra con le conseguenze di decenni di urbanizzazione incontrollata, caratterizzata dalla diffusione insediativa e da un’elevata impermeabilizzazione dei suoli. Questi processi hanno aggravato il rischio idraulico e generato non solo problemi materiali, ma anche rilevanti effetti sociali e psicologici sulle popolazioni residenti, sempre più esposte a situazioni di incertezza e paura. Tale disagio si riflette in una crescente mobilitazione civica e in proteste contro decisioni percepite come calate dall’alto e poco condivise.

La giornata di studio si propone quindi di stimolare una riflessione critica sulla cosiddetta “violenza infrastrutturale”, concetto elaborato da Veronica Strang, e di individuare percorsi progettuali alternativi capaci di coniugare sicurezza idraulica, tutela ambientale e partecipazione democratica. Al centro della discussione vi è il riconoscimento di una cittadinanza idraulica sempre più consapevole, il cui coinvolgimento è considerato essenziale per una gestione sostenibile e condivisa dei territori fluviali.

E' possibile vedere tutte le registrazioni degli interventi al seguente link

ARPAV: Convegno "Il monitoraggio del suolo" con slide da scaricare

Lo scorso 23 ottobre è stata approvata dal Parlamento Europeo in seduta plenaria la Direttiva Europea sul Monitoraggio del Suolo. L’adozione della Direttiva conclude un percorso iniziato nel 2006 con la prima proposta, all'epoca naufragata per l'opposizione di alcuni stati membri, fino ad arrivare a questo risultato, che riconosce finalmente al suolo l’attenzione dovuta, come già accade per l’acqua e l’aria, perché “Un suolo sano e resiliente è fondamentale per garantire alimenti sicuri e nutrienti e acqua più pulita per le generazioni future” come ha detto Paulina Hennig-Kloska, ministra polacca del clima e dell'ambiente.

Il 5 dicembre 2025 si è svolto a Venezia un convegno promosso da ISPRA, ARPAV (per la Regione Veneto), CREA e la Regione stessa, in occasione della Giornata Mondiale del Suolo.  L'incontro — dal titolo “Monitoraggio del suolo” — ha riunito esperti, enti ambientali e ricercatori nazionali e regionali.

 Obiettivi

  • Fare il punto sullo stato delle conoscenze e delle esperienze in Italia e in Veneto riguardo: la qualità del suolo, il consumo di suolo (cioè quanto territorio fertile viene trasformato in aree urbanizzate o infrastrutturali), e la bonifica di siti contaminati.

  • Riflettere sulle prospettive future alla luce della nuova normativa europea: la Direttiva Europea sul Monitoraggio del Suolo, approvata dal Parlamento Europeo il 23 ottobre 2025.

Temi chiave trattati

Durante l’evento si è discusso di:

  • Suoli urbani e rigenerazione delle città — cioè come coltivare suolo “vivo” nelle aree urbane, valorizzare verde e suolo permeabile per una migliore qualità della vita.

  • Gestione dei rifiuti e loro riciclo — promuovendo l’uso di sostanze organiche recuperate da biomasse/rifiuti per mantenere la fertilità del suolo, ridurre fertilizzanti chimici e sequestrare carbonio.

  • Bonifiche e gestione dell’acqua nei campi — per coniugare irrigazione, drenaggio e conservazione del suolo, importante per la salute ambientale e agronomica.

  • Produzione di fibre tessili naturali — come parte di filiere agro-industriali sostenibili che possono contribuire a suoli più sani e un uso consapevole del territorio.

 Il messaggio e l’importanza

  • Il suolo non è solo “terra sotto i piedi”, ma una risorsa vitale che influisce su cibo, biodiversità, mitigazione climatica, qualità delle città e resilienza ambientale.

  • Il consumo di suolo — cioè la progressiva impermeabilizzazione tramite cemento, infrastrutture, urbanizzazione — è un problema serio: riduce la fertilità, peggiora l’equilibrio ecologico e aumenta rischi idrogeologici.

  • L’approvazione della Direttiva Europea sul Monitoraggio del Suolo offre l’occasione per standardizzare controlli, promuovere pratiche sostenibili e riconoscere il suolo come risorsa da tutelare come acqua o aria.

In sintesi

L’evento a Venezia del 5 dicembre 2025 ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, ricerca, enti regionali e stakeholder sul tema della tutela del suolo. L’obiettivo: prendere coscienza dei rischi legati al consumo di suolo e definire buone pratiche di monitoraggio, gestione e rigenerazione. In un momento in cui nuove normative offrono strumenti, diventa cruciale proteggere il suolo come bene comune — per l’ambiente, per le città e per le future generazioni.

Scarica la direttiva europea sul consumo di suolo

Scarica Il monitoraggio del consumo di suolo

Scarica Il monitoraggio del suolo nella regione Veneto_Moretto

Scarica Il monitoraggio del suolo nella regione Veneto_Vinci

Scarica Il monitoraggio del suolonella Regione Veneto_Ragazzi

Scarica Il monitoraggio del suolo nella Regione Veneto_Pocaterra

Scarica La missione europea per il suolo e i progetti Hoorizon_Fantappie